Asl condannata a risarcire coppia. Sterilizzazione tubarica non ha effetto e nasce la quarta figlia

Aggiornamento: 29 dic 2020

Un caso di malasanità ha colpito una coppia di Brescia, che si rivolse all'ospedale della città per un intervento di sterilizzazione tubarica.


Dato il desiderio di non volere più incorrere in ulteriori gravidanze, la coppia si rivolse agli Spedali Civili di Brescia per sottoporsi a un intervento di sterilizzazione tubarica dopo la nascita del loro terzo figlio.


Evidentemente l'intervento non andò a buon fine poiché la donna rimase nuovamente incinta e a distanza di circa due anni diede alla luce la sua quartogenita.


Dopo cinque anni i coniugi si sono visti riconoscere il loro diritto al risarcimento


Da qui la decisione dei coniugi di agire in giudizio contro l'Azienda sanitaria bresciana, anche in virtù dei costi di mantenimento per la crescita della femminuccia.


Tutto questo accadeva nel 2011 e, dopo cinque anni di battaglie legali, i coniugi si sono visti riconoscere dal tribunale il loro diritto al risarcimento, poiché venne leso il loro "diritto di autodeterminazione nella scelta di non procreare", in violazione degli articoli 2 e 13 della Costituzione.


Il giudice ha perciò predisposto il risarcimento per le spese di mantenimento della figlia fino al 25esimo anno, pari a 300 euro al mese e per un totale di 90 mila euro. La madre ha invece ottenuto un'ulteriore somma di 1.513 euro come risarcimento per la diastasi dei muscoli addominali.


Una esecuzione tecnica chirurgica inadeguata